L'Olio novo di Palazzo Bandino - il nostro ORO verde

L'olio è un momento "sociale" 4/11/2016

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L’olio extravergine d’oliva  è per noi fondamentale e non semplicemente per fare il famoso “crostino” ai nostri Ospiti che di anno in anno aspettano questo momento per vedere la raccolta e assaggiare questo prezioso prodotto, ma anche perché l’Olio è un momento “sociale”. Nella nostra bella terra, appena rientrati dal frantoio, gli amici e i parenti  (anche quelli che hanno anche un  solo olivo in giardino) fanno a gara per scambiarsi la bottiglia e fare commenti sul “pizzico”, “l’unto” e il sapore di foglia. E’ come per il cavallo: il mio e’ migliore del tuo. Punto. 

Comunque è chiaro che l’olio è un prodotto radicato nella nostra tradizione, addirittura più del vino, dato che ormai le grosse cantine (spesso di proprietà  “esotica”) ci hanno espropriato facendone un vero oggetto di consumo. L’olio invece è ancora “cosa nostra”, basta andare al frantoio per vedere le persone che controllano che l’olio sia delle proprie olive e che queste non entrino nemmeno in contatto con quelle del vicino, quasi potessero contaminarle. 

Al frantoio si discute animatamente sul momento migliore della raccolta e della giusta proporzione tra le varietà; “io ho più correggiole che rendono meno ma l’olio è meglio!” “Macché… non ci capisci niente di agricoltura, io ci metto le moraiole e il leccino, bischero! Tanto te sei gobbo che ci voi capi’ dell’olio, te conosci solo quello del motore Fiat!” 

Per assurdo, il fatto che il nostro olio non sia un business, tanto che il costo della raccolta a mano ne copre tutto il valore è un bene, nel senso che nessuno da fuori verrà a comprare i nostri oliveti per speculare, se non chi è entrato nella logica della produzione di alta qualità, fine a se stessa. Così gli oliveti resteranno a incorniciare la campagna toscana insieme ai cipressi e ai lecci, tutte piante forse “antieconomiche”, ma nostre, toscane dalla vetta alle radici. Unica istruzione per l’uso: qualcuno pensa ad informare le nuove generazioni sul valore dell’olio e sulla necessità di conservare gli oliveti?